Rinomegalia

trattamento di rinomegalia prima e dopo

Perché un paragrafo a parte sulla rinomegalia? Per rinomegalia si intende un naso non semplicemente “poco carino” ma anche grande, a volte sproporzionatamente grande rispetto ai tratti somatici del viso della persona.
Secondo il mio parere una rinomegalia va trattata in maniera differente rispetto ad una “normale” dismorfia nasale, dove per “dismorfia” intendiamo un naso con qualche difetto o per riprendere la frase precedente “poco carino” ma globalmente in proporzione con il resto del viso,  eventualmente non in armonia con il viso stesso.
Negli altri paragrafi abbiamo illustrato alcune tecniche moderne avanzate di rinoplastica, dove il punto principale era preservare le strutture anatomiche rispetto a quello, che avviene utilizzando le tecniche classiche in cui con l’intervento di rinoplastica vi è  un sovvertimento anatomico delle strutture interne.  Nei pazienti con rinomegalia tuttavia occorre attenzione, perché mettere in atto tecniche completamente conservative potrebbe portare ad avere dei risultati, che si discostano da quelli previsti. Cercherò in questa sede di spiegarne i motivi. Il problema della rinomegalia,  è infatti l’adattamento della pelle in eccedenza dopo la riduzione dello scheletro osteocartilagineo interno, ma non solo. Ancora più importanti sono le possibili ridondanze di mucose e tessuti interni,  che inevitabilmente verrebbero a creare spinte dinamiche in grado di modificare a lungo termine l’aspetto esteriore del naso, specialmente il posizionamento della punta nasale. In ultima analisi tali ridondanze andranno inevitabilmente a ridurre lo spazio delle vie aeree producendo occlusione e difficoltà respiratoria.
Occorre quindi cercare una via di mezzo tra le tecniche conservative in cui tutte le strutture interne vengono preservate e le tecniche demolitive. Le prime infatti tenderebbero al peggioramento della funzione respiratoria e ad un problematico posizionamento della punta nasale nelle rinomegalie. Utilizzare tuttavia esclusivamente tecniche demolitive spesso causa altri problemi tipici delle tecniche classiche della rinoplastica, in quanto la riduzione abbondante, necessaria del naso viene fatta volontariamente o involontariamente a scapito delle stesse strutture interne spesso con amputazioni esagerate di cartilagini alari delle punta del naso  e di cartilagini  triangolari del dorso del naso, che producono difetti valvolari difficilmente correggibili successivamente e conseguenti difficoltà respiratorie associate a “pinzamenti” antiestetici del naso.
In presenza di rinomegalia, evito di preservare la mucosa interna sottostante le cartilagini triangolari cosa che faccio invece di routine negli altri casi, mentre preservo sempre la funzione valvolare mediante inserimento di piccole strisce di cartilagine tra setto e cartilagini triangolari, generalmente prelevate dal setto nasale, tecnica nota come “spreader graft”. 

Trattamento della punta del naso nella rinomegalia

Nella prima foto da sinistra è visibile la schematizzazione del naso prima dell'intervento, nelle foto centrali la riduzione del naso e delle cartilagini della punta che generano la rotazione della punta, tuttavia la presenza di mucosa in eccesso all'interno (in blu) evita il corretto posizionamento della punta stessa. nella fdoto a destra la resezione della mucosa in eccesso e il corretto posizionamento della punta


Un altro accorgimento che uso praticamente quasi sempre nelle rinomegalie è la resezione di parte del  setto membranoso  ossia della porzione di mucosa più vicina alla punta nasale, situata tra setto e piedi delle cartilagini alari. Questo accorgimento nelle rinomegalie è molto importante perché evita, che l’eccesso di mucosa, che si accumula verso la punta, spinga le strutture della punta stessa in avanti alterandone  il posizionamento corretto.

Saper operare la rinomegalia è una cosa estremamente importante nella nostra popolazione dove molti dei nasi, che ci viene richiesto  di operare,  appartengono proprio a questa categoria, cosa invece rara ad esempio nella razza orientale, dove spesso i nasi risultano insellati e la maggior parte di interventi vengono richiesti  per ripristinare il dorso mancante. Quindi , oserei dire, che occorre essere quasi degli specialisti nella specialità, per avere successo negli interventi di rinomegalia.
Concludendo la rinomegalia non può e non deve essere trattata come un qualsiasi naso con qualche difetto da correggere, pena l’ottenimento di risultati deludenti e la possibilità di portarsi appresso qualche problema respiratorio in più dopo l’intervento.

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Dott. Mauro Leonardis

Autore dell'articolo

Dott. Mauro Leonardis
Medico-Chirurgo
Specializzato in Chirurgia Plastica